Perché la scienza non nega Dio, ce lo spiega Amir D. Aczel

Perché la scienza non nega Dio è il titolo del nuovo libro – pubblicato da Raffaello Cortina

Amir D. Aczel, matematico e divulgatore scientifico

Amir D. Aczel, matematico e divulgatore scientifico

di Amir D. Aczel, matematico e divulgatore scientifico, già autore di Entanglement (2004), L’enigma della bussola (2005), Chance (2005), L’enigma di Fermat. La soluzione di un giallo matematico durato più di tre secoli (2008), Il mistero dell’alef.
La ricerca dell’infinito tra matematica e misticismo (2010) e Le cattedrali della preistoria (2010).

Aczel si contrappone a Richard Dawkins, Christopher Hitchens e Lawrence Krauss, convinti sostenitori della confutazione dell’esistenza di Dio da parte della scienza. Un libro coraggioso che rompe col binomio scienza/ateismo e con l’idea che essere scienziati significhi fare a meno della religione.

A una delle domande più comuni dei Neoatei «Se Dio ha creato l’universo, chi ha creato Dio?», Aczel risponde che «Si tratta di una bella domanda; obiettivamente non conosciamo la risposta. Ma solo perché a questa domanda non si può dare risposta, non significa che formularla dimostri in qualche modo che Dio non esiste».

Afferma inoltre Aczel: «Non sappiamo chi abbia causato il Big Bang, come siano apparse vita, intelligenza e autocoscienza» e continua «Cosa fondamentale: non possiamo respingere scientificamente l’ipotesi di una qualche forma di creazione del mondo dall’esterno».

In sostanza, il pensiero scientifico né dimostra l’esistenza di una qualche divinità né la confuta.

Amir D. Aczel non è certo il primo scienziato a battersi contro le nuove forme di ateismo. Sullo stessa linea di pensiero troviamo anche gli italiani Roberto Giovanni Timossi, autore qualche anno fa di L’illusione dell’ateismo. Perché la scienza non nega Dio (Edizioni San Paolo) e Antonino Zichichi con il suo Perché io credo in colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza.

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